ASSO
Luoghi: Asso

PALAZZO COMUNALE: completato nel 1886 su progetto dell'Ing.Giuseppe Prato nella Sala Consiliare restaurata si possono ammirare il Cippo Romano, l'Antica Campana, la Targa in legno della Regia Pretura di Asso, il busto di Giuseppe Merzario del Confalonieri. La Lapide della concessione della cittadinanza a Pio XXI Achille Ratti.

IL LAVATOIO COMUNALE: sito in Via Romagnoli.

EX VILLA PRATO: oggi sede del Presidio di Comunità Terapeutiche dell'Ospedale Sant.Anna di Como,  Villa Padronale della famiglia Prato industriali della seta del diciannovesimo secolo.

IL BORGO MEDIOEVALE: Via Ponte Oscuro, Via Torriani, Via Crippa e Via Cavour. Il massiccio Castello e alcune Case Forti poste tra Via Torriani e Via Ponte Oscuro suggeriscono l'idea che il Borgo fosse militarmente ben difeso.

PALAZZO SCIPIOTTI: sito in P.zza Garibaldi, risale alla fine del 500 inizi del 600, la facciata di forme tardomanieristiche ha subito alterazioni architettoniche, conserva ancora un grande portale ad arco e finestre caratterizzate da cornici e da grosse inferriate.

PALAZZO MAGNOCAVALLO (casa-forte): da osservare il portale d’ingresso, l’atrio con il soffitto a volta di botte, la recinzione, la finestra con inferriate, il pozzo e l’ingresso posteriore.
Fino al secolo scorso ospitava l’Osteria dei Fiori.La famiglia Magnocavallo, potente e ricordata fin dal XIV secolo, si estinse nel XVIII secolo. Carlo Mazza, nelle sue Memorie Storiche della Vallassina del 1796, testimonia che fino ai suoi giorni i discendenti di questa famiglia andavano ogni sera per le vie del paese ricordando di suffragare con un “Pater” e un’ ”Ave” i morti della peste del 1576, morbo da cui la sola famiglia Magnocavallo era stata preservata, a esclusione di una donna.
A proposito della peste, Asso e la Vallassina furono investite dal contagio per la prima volta nel 1361, poi nel 1384, nel 1523, 1524, 1549, 1574 e 1576. L’ultima pestilenza fu quella del 1630-1631 portata dalle truppe mercenarie dei Lanzichenecchi in sosta ad Onno.
Dal 1830 al 1836, gravi epidemie di colera colpirono la Vallassina e gli abitanti di Asso, per scongiurare il morbo, fecero voto di recarsi in processione ogni anno, la prima domenica di maggio, al Santuario della Madonna di Campoè, presso Caglio. Furono esauditi e questo voto è ancora mantenuto, ogni anno.

 PALAZZO CITTERIO: Si tratta di un’antica e notevole dimora di Asso, oggi molto rimaneggiata, che viene indicata come casa Citterio. Dalla sala di questa abitazione furono strappati gli affreschi, di un ciclo profano, che sono ora conservati a Milano presso la Pinacoteca del Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco.
Il committente dei dipinti fu Bassiano Curioni, mercante di lana fine. Gli affreschi furono attribuiti al De Predis anche se altre ipotesi sono state avanzate, ispirate a due pittori: Giovanni Andrea De Magistris e Gian Antonio degli Ortalli di Quarsano di cui è accertata la presenza ad Asso nel 1493.Sulla facciata, due pregevoli finestre ogivali, con cornici in cotto, concorrono a ricordare l’antica eleganza dell’edificio. Tra le due finestre si possono vedere i resti, oramai poco leggibili, di un affresco che rappresentava la Crocifissione.

PALAZZO MASCIADRI:Il complesso comprende le proprietà Masciadri, Ragazzoni e Scatti-Ostini.
L’androne è decorato con sei stemmi dipinti, databili all’ultimo decennio del XV secolo:
a destra: Parravicini, Zucchi e Curioni - a sinistra: Zucchi, Curioni e Sormani (gli stemmi ripetuti indicano legami di matrimonio).
Palazzo Masciadri era probabilmente il luogo dove abitavano le famiglie di Bassiano Curioni e dei suoi figli Francesco e Battista.

IL CASTELLO: Per una ricognizione sulle fortificazioni di epoca medioevale del territorio della “Communitas” di Vallassina il punto di partenza è rappresentato dalle Memorie storiche del 1796 di Don Carlo Mazza. Il prevosto dà notizia dell’esistenza di numerosi castelli dei quali afferma di non saper indicare l’epoca di fondazione, fuorché nel caso di quello del borgo di Asso, la cui torre fa risalire all’epoca romana (studiosi moderni ritengono che sia dell’XI o del XII secolo, anche se non escludono la presenza di fortificazioni precedenti).
Ad Asso si è conservata parte del castello, con la massiccia torre (alta 21 metri), ma gli edifici adiacenti, alcuni dei quali ora in restauro, sono stati modificati dal riadattamento ad abitazioni. Nella torre è conservata una piccola ara, probabilmente romana e una lapide, datata 1796, dedicata alla Repubblica Cisalpina in cui i Vallassini ringraziano la Repubblica Francese verso cui si sentono debitori della recuperata libertà.
A Scarenna, frazione di Asso, si trovano una torre, molto rimaneggiata, e resti diroccati forse della cinta muraria.
La rete di fortificazioni della valle, che, secondo lo storico Coradazzi, ebbe notevole importanza strategica e militare fin dall’epoca gotica, bizantina e poi longobarda, comprendeva anche, come torri di segnalazione, i campanili delle chiese romaniche.
La storia del castello è accompagnata da leggende come quella del Santo Sepolcro, costruito nella prepositurale da alcuni crociati della Vallassina di ritorno dalla Prima Crociata (1096). La leggenda narra che nella giornata del Venerdì Santo comparissero in paese figuranti vestiti da crociati con “romani e giudei”.
All’epoca delle Crociate risalirebbe anche la scelta di S. Apollonia, protettrice di coloro che soffrono di mal di denti, quale compatrona di Asso. I crociati vallassinesi avrebbero riportato in patria un dente della santa; da qui l’usanza, nel giorno a lei dedicato (9 febbraio), di baciare la reliquia che preserva dal mal di denti.

PALAZZO MAZZINI - BIBLIOTECA COMUNALE: Negli ultimi anni del regno Lombardo-Veneto gli amministratori di Asso decisero di sistemare il centro del paese ricavando una piazza e costruendo la Casa del Comune con i portici per il mercato.
Il nuovo edificio, progettato dall’architetto Costantino Verza, fu terminato nel 1855.
La nuova piazza rese meglio visibile la facciata della chiesa prepositurale, che si veniva ora a trovare in posizione più scenografica sopra la grande scalinata.
Il palazzo di piazza Mazzini (sede, dopo l’unità d’Italia, del primo Municipio di Asso) fu poi utilizzato come casa d’abitazione e come edificio scolastico. Dopo essere stato ristrutturato, è divenuto sede della Biblioteca comunale e di altre associazioni comunali.
Sotto la pavimentazione del portico si trova una grande cisterna per la raccolta dell’acqua piovana.

PIAZZA DON DAMIANO RATTI E MONS. RODOLFO RATTI:La piazza, che è quasi la continuazione, su un livello sopraelevato, di piazza Mazzini, è circondata da antichi edifici e su di essa prospettano anche le due chiese principali di Asso.
L’Amministrazione comunale ha realizzato un intervento di riqualificazione delle due piazze che ha valorizzato e reso più accogliente il centro storico del paese.
Damiano Ratti, parroco di Asso dal 1860 al 1891, era lo zio paterno di Achille Ratti, Papa Pio XI. Rodolfo Ratti, parroco e poi Monsignore di Asso dal 1913 al 1936, era cugino di Achille Ratti.

PALAZZO VISCONTI: E’ una notevole costruzione di epoca seicentesca. E’ provvisto di una corte, cui si accede attraverso un androne a volte preceduto da un maestoso portale in bugnato. Il cortile interno conserva, parzialmente, la pavimentazione a ciottoli di fiume disposti a raggiera. I soffitti di alcune stanze del piano nobile sono a cassettoni. Pregevole è il loggiato l