PERCORSO 5 (Magreglio - Asso - Colma di Sormano - Magreglio)


Partenza: Magreglio         
Arrivo: Magreglio
Lunghezza: 29.4 km
Dislivello massimo: 963 m
Grado di difficoltà: medio/duro
Descrizione:


Da Magreglio fino ad Asso in discessa, costeggiando in discesa il fiume Lambro, poi salita piuttosto lunga con tratti su asfalto e tratti su strada sterrata fino alla Bocchetta di Caglio e la Colma di Sormano. Dall’Alpe Terrabiotta, con una lunga ma appagante ascesa al Monte San Primo, è possibile arrivare in bici sul punto più alto del Triangolo Lariano.  Primo tratto di discesa sulle piste di sci del San Primo, con tratti tecnici e ripidi, secondo tratto con alternanza di asfalto e single track nei boschi.
Salita:
Da Asso all’Alpe di Terrabiotta e la cima del Monte San Primo (variante).
Punti acqua:
Rezzago, Caglio, Piano Rancio.
Varianti:
Presso la località Colma di Sormano, possibilità di collegarsi con il tracciato Mara - Palanzone.
Cosa vedere nella zona:
La Colma di Sormano è diventata famosa negli anni sessanta del secolo scorso per le gare ciclistiche che affrontavano la ripidissima salita denominata muro di Sormano, superata la quale si scendeva verso il Pian del Tivano. Ma anche per gli astrofili la colma rappresenta un punto di ritrovo per osservare pianeti e costellazioni: qui sorge, infatti, la Capanna Stoppani, trasformata dal 1987 in un piccolo osservatorio astronomico, gestito dal Gruppo Astrofili Brianza. Meta durante tutto l’anno di turisti ed escursionisti, rappresenta un punto di partenza di numerosi itinerari sia verso il Monte Palanzone che il Pian del Tivano ed il Monte San Primo.
Il fiume Lambro nasce dai monti del gruppo del San Primo, in località Piano Rancio, appena sopra il Ghisallo, in Comune di Magreglio (CO) e sfocia nel Po, nei pressi di Corte S. Andrea (LO), dopo aver percorso 130 chilometri. Il suo nome in latino significa chiaro, cioè "fiume dalle acque limpide". La sorgente, carsica, sgorga a 944 m slm. Di natura intermittente, a seguito di riempimenti e svuotamenti ad intervalli regolari di bacini sotterranei, viene detta Menaresta: "mena" cioè "va, porta" e "resta" cioè "rimane".
Nei pressi della sorgente, sul fianco sinistro del vallone, si apre una piccola grotta detta Bus di pegur, Buco delle pecore. Il suo ingresso conduce a due ambienti in cui si possono osservare concrezioni parietali e colonnari, stalattiti e altre forme di deposizione, alcune delle quali ricorderebbero, per aspetto, il dorso lanoso delle pecore. A pochi metri dalla Menaresta vi è anche un masso erratico sul quale compaiono alcune incisioni preistoriche o protostoriche: alcune coppelle a disposizione irregolare ed un segno rettilineo lungo la massima pendenza del masso.