Riserva Naturale Riva Orientale del lago di Alserio
Luoghi: Erba

Classificazione: Riserva Naturale orientata
Superficie: 81,80 ha
Altitudine: 260 m s.l.m.
Istituzione: Delib. Consiglio Regionale n.3/1798 del 15 novembre 1984
Ente gestore: Parco Regionale della Valle del Lambro Via Vittorio Veneto, 19 - 20050 Triuggio (MI) Tel.0362/970961 - Fax 0362/997045

L'area della Riserva Naturale include la zona più naturalisticamente interessante e conservata del lago di Alserio, ovvero la sua riva orientale. Questo territorio è caratterizzato da una fascia pianeggiante attraversata dall'emissario e, nella parte meridionale, dal pendio della Buerga, la collina di Monguzzo. In origine, il lago formava un unico corpo d'acqua con quello di Pusiano, in una conca naturale a sud della città di Erba, scavata da una lingua glaciale proveniente dal solco della Valmadrera, durante l'ultima fase di espansione. I due bacini sono stati poi separati dall'accumulo dei sedimenti alluvionali trasportati dal fiume Lambro all'uscita dalla Valassina. È alimentato prevalentemente da sorgenti e da qualche modesta roggia stagionale; l'emissario è un affluente del Lambro.
Dal punto di vista naturalistico l'area riveste un notevole interesse per la presenza di un mosaico di ambienti diversi caratterizzati da una varietà di specie vegetali ed animali tipiche: dal lago, cinto da un fitto canneto, al cariceto, al bosco, ai prati falciati. In particolare, nelle zone paludose si possono trovare alcune piante rare ed interessanti, come la Parnassia (Parnassia palustris), la Genziana mettimborsa (G. pneumonanthe), l'Orchidacea Elleborine palustre (Epipactis palustris), i Fiocchetti (Eriophorum angustifolium), tutte con carattere di relitti microtermici, a causa del particolare microclima umido delle aree immediatamente prossime al lago che permette anche la presenza di alcune specie normalmente rinvenibili a fasce altitudinali più elevate. Ma il principale interesse faunistico della zona circostante il lago di Alserio è comunque legato soprattutto alla presenza di una notevole varietà di uccelli stanziali e migratori. Tra le specie acquatiche si possono ricordare lo Svasso maggiore, la Gallinella d'acqua, la Folaga e il Germano reale; al canneto invece sono tipicamente legati il Cannareccione, la Cannaiola, la Cannaiola verdognola, il Migliarino di palude, la Salciaiola, il Porciglione, il Voltolino, il Tarabusino e l'Airone cinerino. Fino ad una ventina di anni fa circa si sono avute segnalazioni della lontra, un interessante mammifero strettamente legato alle acque dolci, ma purtroppo oggi scomparso dalla provincia di Como e da gran parte d'Italia.

Curiosità

Secondo alcuni autori, il nome Alserio deriverebbe dalla radice celtica "ser", acqua.
Si narra che l'Imperatore Federico Barbarossa, mentre fuggiva in ritirata verso il castello di Montorfano, dopo la sconfitta di Tassera (9 agosto 1160), per la densa foschia, si perse tra i prati acquitrinosi e i canneti attorno al lago di Alserio (nella località che da questo episodio venne denominata "delle Lische amare"). Il sovrano venne salvato solo dall'intervento del suo scudiero, accorso prontamente in suo aiuto. Forse questo episodio era un segno del destino: trent'anni più tardi, il 10 giugno del 1190, lo stesso imperatore morirà annegato attraversando il fiume Salef in Cilicia - regione costiera dell'odierna Turchia - mentre si recava in Terrasanta per la Terza Crociata.
Nel fitto dei canneti e negli intricati boschi della collina della Buerga avrebbero trovato un sicuro rifugio i principali responsabili dell'uccisione del Ministro delle Finanze napoleonico Giuseppe Prina, avvenuta a Milano nel 1814 durante una sommossa. Alserio, come altri comuni vicini ai laghi briantei, nei sec XIII-XV aveva l'obbligo di fornire alla Pescheria del Mercato di Milano un determinato quantitativo di pesce ogni venerdì durante la Quaresima. La quota fissata però era particolarmente onerosa: ben 100 libbre (circa 90 Kg) per volta. Questo gravoso impegno indusse i pescatori ad inoltrare ripetute istanze alle autorità, fino a che, nel 1402, uno speciale decreto del Duca Gian Galeazzo Visconti trasformava il vincolo di rifornire il Mercato con quello di soddisfare le esigenze della Corte Ducale di Milano e di Pavia. Tale decreto restò in vigore fino al 1518, quando il maresciallo francese Lautrech equiparava di nuovo Alserio agli altri comuni per la fornitura di pesce alla città.