Al Buco del Piombo e dintorni


Percorso
Il Triangolo Lariano, porzione di territorio racchiusa fra i due rami del Lago di Como, ha per vertice la punta di Bellagio e per base una catena di monti dalle forme per lo più tondeggianti e bonarie che si affacciano sull'alta Brianza e i suoi laghi.

Partendo da Como la cresta montuosa prende quota con regolarità per raggiungere la vetta del Monte Boletto 1236 m, e poi del Monte Bolettone 1317 m. Poco dopo questa cima si apre lo sbocco della Valassina che sfocia nell'ampio conoide, ormai urbanizzato, di Ponte Lambro ed Erba. La catena montuosa riprende sul versante opposto della valle innalzandosi con il Monte Scioscia 671 m e poi, dopo aver perso quota nella conca che ospita il Lago Segrino, si slancia raggiungendo la cima del Monte Cornizzolo 1241 m. Da qui l'aspetto delle montagne si fa via via più aspro procedendo verso Est. Si susseguono le creste e le pareti rocciose del Monte Rai, dei Corni di Canzo e, infine, del Monte Moregallo che segna il vertice sud-orientale del Triangolo Lariano.

La gita che proponiamo è un percorso facile, adatto a tutti, immerso nel verde delle ombrose selve che ricoprono i versanti meridionali del Monte Bolettone. Vi porteremo in una località suggestiva, quasi magica e ricca di spunti d'interesse: il Buco del Piombo, ampia grotta sospesa che si apre in un'alta parete di calcare che biancheggia nei boschi fra Albavilla ed Erba.

Potremmo iniziare la nostra gita parlando direttamente della meta che ci siamo prefissati; ma, prima, è opportuno spendere due parole su Albavilla.

Il borgo è attraversato dal torrente Carcano e s'affaccia sull'alta Brianza e il Piano d'Erba. Il comune è nato solo nel 1928 quando si decise di unire i paesi limitrofi di Vill'Albese e di Carcano. Per quanto minuscolo il paese vanta nobili ed antiche origini come attestano i reperti d'epoca romana trovati nel suo territorio. La favorevole esposizione a mezzogiorno e la localizzazione elevata, nonché la vicinanza con Como facevano di Vill'Albese il luogo adatto per la villeggiatura e il riposo. Qui pare si trovasse la residenza del nobile romano, e amico di Plinio il Vecchio, Lucio Virginio Rufo che nel primo secolo d. C., rifiutò la carica di imperatore. Di Carcano era invece l'omonima famiglia che, sul finire del X secolo, assunse un ruolo importantissimo nella storia lombarda.

Il castello di Carcano e il territorio limitrofo furono anche teatro di un'epica battaglia combattutasi il 6 agosto 1160 fra le truppe del Barbarossa e le milizie di Milano e di Brescia aiutate dagli erbesi. L'imperatore ne uscì sconfitto ma i lombardi dovettero attendere altri sedici anni per liberarsi del suo giogo con la battaglia di Legnano.
Narra la leggenda che dopo la vittoria gli abitanti di Erba, forse per sfuggire alle ire imperiali, trovarono riparo proprio nel Buco del Piombo.

Per impedire che il castello di Carcano potesse essere utilizzato nuovamente dagli imperiali i vincitori lo rasero al suolo. Sulle sue rovine fra il Seicento ed il Settecento fu costruita la chiesa di San Dionigi. L'edificio sacro più importante del luogo è però la parrocchiale di Vill'Albese dedicata a San Vittore, patrono del borgo.
Da qui, come abbiamo detto, parte la Via dei Crotti che c'introduce verso le selve del Bolettone e del Buco del Piombo.

A seconda del tempo a disposizione e della voglia di camminare possiamo iniziare la gita partendo all'imbocco della strada, quando si restringe ed inizia a salire, oppure si può più comodamente proseguire in auto fino alla Cascina Zoccola (soluzione tutto sommato poco consigliabile nei giorni festivi). Nel primo caso bisogna mettere in conto circa trenta minuti in più di mar