CHIESA DEL SANTISSIMO CROCIFISSO DETTA "CHIESA PICCOLA"
Luoghi: Asso

Essa sorge sul preesistente battistero risalente all’incirca al IV secolo, epoca della evangelizzazione organizzata nella Vallassina. Era a forma di croce greca e si ritiene che le fondamenta siano sottostanti e incorporate nell’attuale edificio. A questo luogo sacro, in seguito trasformato in chiesa con la realizzazione di altari attorno all’antico battistero, fu dato in epoca medioevale il titolo di San Giovanni Evangelista. A San Carlo è da attribuire il primo impulso alla sua ricostruzione e intitolazione. Infatti, dava disposizione che il Crocifisso venerato nell’antica prepositurale avesse più degna collocazione in questa chiesa. Il trasporto avvenne solo dopo cento anni dall’ordine del Santo, vale a dire nell’aprile 1684. In quest’opera i Signori Andrea e Alesando Zanetti favorirono la devozione al SS. Crocifisso, a tal punto si diffuse la fama e la venerazione dell’immagine del Cristo in croce, subito acclamato “taumaturgico”, che nel 1735 si iniziò a portare in processione per le vie del borgo il Santo Simulacro. Intanto la chiesa veniva poco alla volta ristrutturata completamente, al momento non si conosce il nome di chi ne disegnò la nuova forma e condusse i lavori. Conosciamo alcune date, tramandateci dallo storico Mazza, prevosto e quindi testimone oculare in quegli anni. “La fabbrica – egli scrive – fu con impegno straordinario, terminata nello spazio di dieci anni”. Ciò avvenne dal 1766 al 1776. Nel 1761 si era già provveduto alla formazione del coro e all’innalzamento del campaniletto. Nel 1766 la rimozione della vasca battesimale per formare l’aula assembleare. Lo spazio interno alla chiesa si presenta molto arioso, solenne e slanciato, la divisione in coretti e matronei le conferisce una eleganza e una novità ben difficilmente riscontrabile in oratori e chiese della zona. Le decorazioni ornamentali che riempiono ogni spazio delle pareti ripropongono motivi tradizionali intorno alla Passione del Signore (tecnica, dadi, chiodi, scala, spine, flagelli). E’ del 1827 il solenne altare in marmo disegnato da Costantino Verza con variazioni de Amati. Due altari laterali arricchiscono le fattezze interne della chiesa: uno è dedicato a Sant’Anna, con un ottimo dipinto olio su tela, raffigurante la Madonna che presenta Gesù Bambino a sua madre. Vi si nota uno stemma, probabilmente della casata che lo commissionò nel 1678. Di fronte un altro altare raffigura la Cristofonia: un affresco, in buono stato che attrae per i suoi chiari e vivaci colori, raffigura la sosta della Sacra Famiglia nel viaggio in Egitto, secondo le descrizioni dei vangeli apocrifi. Alcune statue all’interno ci richiamano varie associazione che ebbero caro il tempietto. Vi è un “Ecce Homo” legato alla meditazione sui dolori della Passione; San Luigi Gonzaga e San Giovanni Bosco col richiamo all’educazione dei fanciulli, che qui si ritrovavano per le lezioni di catechismo e come sede della confraternita dei Luigini; San Francesco d’Assisi punto di riferimento per i terziari francescani e San Rocco che proteggeva la “Compagnia dei disciplini e di San Rocco”. All’esterno il portico risente dell’area circostante cimiteriale, gli elementi pittorici già conosciuti da tempo (quelli con i teschi) e gli altri venuti alla luce durante il restauro. Le decorazioni settecento-ottocentesche riportano nei loro cartigli ammonizioni pertinenti al senso della morte e fugacità della vita.