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Educazione Ambientale

Comunità Montana Triangolo Lariano
SERVIZIO VOLONTARIO DI VIGILANZA ECOLOGICA
Proposte di Educazione Ambientale

Le Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) della Comunità Montana Triangolo Lariano sono disponibili per attività di Educazione Ambientale rivolte alle scuole di ogni ordine e grado. SERVIZIO GRATUITO.

Gli obiettivi che si vogliono raggiungere sono:
• Avvicinare i ragazzi all’esplorazione della realtà territoriale del Triangolo Lariano
• Fornire l’occasione per un contatto diretto con l’ambiente naturale e le sue componenti
• Documentare, facilitandone la lettura, gli aspetti naturali, storici, paesaggistici del territorio
• Approfondire i temi legati al rapporto uomo - ambiente attraverso l’osservazione dei segni dell’uso del territorio
• Fare in modo che i ragazzi “riprendano possesso” del proprio territorio, ovvero arrivino ad instaurare con esso un rapporto affettivo, emozionale, di armonia.
Solo da un legame più stretto e vissuto con il proprio ambiente si può infatti arrivare a maturare la scelta di atteggiamenti abituali di rispetto e di tutela della Natura.


LE NOSTRE PROPOSTE
USCITE
Le GEV sono disponibili ad accompagnare le scuole alla scoperta del Triangolo Lariano, dei suoi aspetti geologici, floristici, faunistici e delle tante affascinanti leggende che sono nate attorno a questo “magico” territorio.

Aree Umide
IL LAGO DEL SEGRINO
Un lago “salvato” dall’impegno e dalla cura delle comunità locali, che hanno voluto l’istituzione di un Parco Locale di Interesse Sovracomunale per tutelare la qualità delle acque e l’interessante ambiente umido circostante e nel contempo valorizzare gli aspetti turistico-ricreativi e didattici dell’area. Il Segrino è stato nei secoli cantato da numerosi poeti e scrittori (da Giuseppe Parini, a Stendhal, a Ippolito Nievo, ad Antonio Fogazzaro, a Carlo Emilio Gadda, ad Alberto Airoldi), affascinati dalle sue atmosfere romantiche.

ANFIBI Fenomeno migratorio, osservare – imparare e conoscere la migrazione degli anfibi
Le motivazioni che spingono a tutelare gli anfibi sono diverse: sono alla base della catena alimentare, contibuiscono al mantenimento della biodiversità, fanno parte del patrimonio naturale, distruggono annualmente tantissimi insetti nocivi. L’attività prevede l’accompagnamento serale dalle GEV lungo la sponda orientale del lago del Segrino durante i “salvataggio anfibi” (nei mesi di marzo/aprile max 30 persone), per osservare esemplari di rospi e rane, l’ambiente del canneto e le ovature in esso deposte.

IL LAGHETTO DI CREZZO
Il laghetto di Crezzo, nell’omonima conca, è un piccolo ambiente umido ancora ben conservato, in un contesto paesaggistico molto suggestivo, circondato dal verde delle montagne, con una vista spettacolare sull’imponente massiccio delle Grigne e sul sottostante lago di Como. Dal laghetto di Crezzo si può raggiungere l’Alpe di Monte, sopra Valbrona o l’imponente “Castanun de Buncava” dall’età stimata superiore ai 250 anni, nei pressi del Ristorante “La Madonnina” di Barni.

LA SORGENTE DEL LAMBRO
Il Lambro, il principale fiume della Brianza, nasce proprio nel cuore del Triangolo Lariano, presso il Piano Rancio, in un magnifico bosco di larici e abeti, in un ambiente incantato. La sorgente, detta “Mena-resta”, ha una portata variabile, ovvero in alcuni momenti versa abbondantemente acqua e in altri meno; questa caratteristica è dovuta alla natura carsica della zona ed alla presenza di cavità nella roccia.

IL TORRENTE COSIA E LA SUA VALLE
Il torrente Cosia nasce da numerose sorgenti situate alle pendici meridionali del monte Bolettone e si getta nel lago di Como. Lungo il suo corso è ancora possibile leggere la storia del rapporto tra uomo e natura che per secoli si è mantenuto equilibrato e discreto: i terrazzamenti, i campi coltivati, i filari di gelsi, le cascine, i nuclei rurali ancora ben conservati, le splendide residenze nobiliari con i loro lussureggianti parchi e le testimonianze della fede e della devozione popolare.

Aree di importanza geologica
SENTIERO GEOLOGICO "G. ACHERMANN" IN VAL RAVELLA
Il primo e più famoso sentiero a tema del Triangolo Lariano consente un'escursione nella storia geologica della zona, a ritroso nel tempo. Si snoda dalle Fonti Gajum, sopra Canzo, al Santuario di San Miro al Montee ancora più su, finio al Rifugio Terz'Alpe, alla base dei Corni di Canzo. L'itinerario consente di incontrare le rocce calcaree stratificate di origine marina che caratterizzano il Triangolo Lariano, i massi erratici del serpentino, granito e gneiss trasportati dai ghiacci a abbandonati al loro ritiro, una macina di ceppo, una "cascata pietrificante" e una "Marmitta dei Giganti". curiosa cavità scavata nelle roccedel letto del torrente Ravella dal moto rotatorio vorticosodi sabbie e ghiaie trasportate dalle acque.

IL SASSO MALASCARPA
Una delle zone di maggiore interesse geologico, geomorfologico e paleontologico della Lombardia, riconosciuta dalla Regione Lombardia come Riserva Naturale parziale geomorfologica e paesistica, il Sasso Malascarpa è uno spettacolare bastione roccioso creato dall’azione di dissoluzione delle acque piovane, rese aggressive dall’anidride carbonica disciolta, sulle rocce di natura calcarea. Il grigio delle rocce è ravvivato dai vivaci colori di molte specie vegetali endemiche, ovvero tipiche della fascia insubrica dei laghi prealpini, come la Campanula dell’Arciduca, l’Erba regina e l’Aglio insubrico. Questa escursione è indicata per le Scuole Secondarie.

I FUNGHI DI TERRA DI REZZAGO
Curiose architetture naturali a forma di fungo, note anche con il termine scientifico di “Piramidi di erosione”, formate dal progressivo dilavamento delle acque piovane su terreni morenici, lasciati dai ghiacciai quaternari al loro ritiro. Si trovano sul fianco destro del vallone percorso dal torrente Rezzago, affluente del Lambro. Al termine del percorso di visita si giunge al magnifico castagneto di Enco, uno dei più famosi del Triangolo Lariano. Si consiglia la visita a partire dalla Scuola Secondaria, a causa della natura friabile del materiale morenico su cui si snoda il percorso e dell’esposizione di alcuni tratti.

I MASSI ERRATICI E I MASSI AVELLI DI TORNO
Nella zona sopra l'abitato di Torno si trovano alcuni spettacolari massi erratici, trasportati dai ghiacciai quaternari e abbandonati al loro ritiro: degni di nota sono la Pietra Pendula e la Pietra Nairola. Il fascino, non privo di mistero, di questi monumenti naturali ha indotto l’uomo del passato ad associarvi leggende e riti; particolarmente interessanti sono i massi avelli, misteriose tombe a forma di vasca scavate nei massi erratici, risalenti probabilmente al V-VI secolo d.C.

Aree verdi
IL PIAN DEL TIVANO
Questo verde pianoro. situato a circa 950 m di altitudine, nel cuore del Triangolo Lariano è una delle mete preferite per trascorrere una giornata a contatto con la natura, accompagnati dal fascino e dalla magia delle antiche leggende di castelli e regine di altri tempi. Diffusi e importanti sono i fenomeni carsici, soprattutto ipogei; recenti ricerche hanno infatti evidenziato come sotto il Pian del Tivano e dintorni si sviluppi un sistema di gallerie e pozzi carsici che, con i suoi quasi 30 chilometri di lunghezza, risulta essere uno dei più importanti della Lombardia. Al Pian del Tivano fanno capo alcuni itinerari botanici che conducono all’Alpe Baracca, all’Alpe del Ciucchetton ed all’Alpe di Torno. 

IL MONTE SAN PRIMO
E' la cima più elevata del Triangolo Lariano, dalla cui sommità si gode un paesaggio di ampio respiro. Fin dall’antichità, le sue estese pendici, le “selle” ed i pianori in quota - come altri rilievi del Triangolo Lariano – hanno ospitato insediamenti umani, con lo sviluppo di una florida economia “di montagna”. Molti degli antichi alpeggi sono andati in rovina; alcuni invece sopravvivono ancora, spesso trasformati in aziende agrituristiche o in punti di appoggio per itinerari turistici; altri sono stati recuperati dalla Comunità Montana per ripristinare l’attività del pascolo, come l’Alpe di Torno e l’Alpe del Borgo. Da quest’ultima sono raggiungibili la distesa dei faggi centenari del Monte Forcella ed il Rifugio Martina presso l’Alpe dei Picìtt.

IL MONTE CORNIZZOLO
Un'altura verdeggiante, dal profilo morbido e dolce, situata al margine sud-orientale del Triangolo Lariano, al confine tra due province, Como e Lecco. L’uomo fin dalla preistoria ha frequentato questo monte e le sue pendici, luoghi di vita e di lavoro, sono state percorse in lungo ed in largo nei secoli: ne sono testimonianza i paesi che lo circondano, le “Alpi” dove ricoverare il bestiame nei mesi estivi, i monumenti di fede e devozione, tra cui la splendida Basilica romanica di San Pietro al Monte con l’Oratorio di San Benedetto e l’eremo di San Miro.

L'ALPE DEL VICERÈ
Prende il nome da Eugenio Beauharnais, figliastro di Napoleone, che nel 1810 acquistò il pianoro sui contrafforti del Monte Bolettone per farvi soggiornare i propri cavalli. L’area è famosa tra gli appassionati di Scienze della Terra per l’affioramento di una successione rocciosa del Giurassico inferiore (200 – 180 milioni di anni fa), caratterizzata da una notevole ricchezza in Ammoniti (Molluschi Cefalopodi marini fossili), scoperta fin dalla metà dell’Ottocento.

Altre proposte
INTERVENTI IN CLASSE
Le GEV sono anche disponibili, limitatamente alle scuole del Triangolo Lariano, ad effettuare interventi in classe, durante l’arco dell’anno scolastico, per illustrare il territorio con strumenti multimediali o per approfondire i diversi filoni tematici:

- GLI AMBIENTI UMIDI E MIGRAZIONE ANFIBI
- FLORA E FAUNA DEL TRIANGOLO LARIANO
- LE GUARDIE ECOLOGICHE VOLONTARIE
- RIFIUTI –RACCOLTA DIFFERENZIATA

 
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