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CARLO BIANCONI
Luoghi: Caglio

Carlo Bianconi

Una figura storica non a tutti ben nota, legata al nome di Caglio, ove esiste la via “Bryan Coony” a lui intitolata, è quella di Carlo “Bianconi King of the Irish Roads”, come proclama il titolo della biografia scritta dalla pronipoteMolly O’C. Bianconi e da S.J. Walton. In realtà egli era nato nel 1786 a Tregolo, l’attuale Costa Masnaga, la sua famiglia tuttavia, di nobile origine, veniva da Caglio, dove da Casa Bianconi la Nonna paterna dopo la morte del marito, “like an eagle perched on a crag”,sovrintendeva con ricco e famoso in Italia per sposare da pari l’amata Vanna.Terminati i diciotto mesi di apprendistato e scartata la possibilità di tornare a casa, proseguì in proprio l’attività di ambulante, sobbarcandosi fatiche e sacrifici ancor più pesanti. Nel contempo, grande autorità non solo agli affari della propria tenuta ma alle decisioni di tutto il parentado.Per il piccolo Carlo la nonna aveva previsto il celibato e gli studi ecclesiastici sotto la guida dell zio Giosuè Mazza, parroco di Asso.Peraltro il ragazzo, man mano che cresceva e forse affascinato dagli echi delle imprese napoleoniche, mostrava con grave disappunto dei famigliari un temperamento avventuroso e ribelle, insofferente ai principi che gli si volevano inculcare e amante, invece, degli scherzi e della vita all’aria aperta, per di più era arrivato a stringere un’affettuosa amicizia con una graziosa coetanea, Vanna Vandroni, figlia di un ricchissimo proprietario terriero e già destinata in sposa ad un nobile e più anziano fidanzato.La situazione era insostenibile ed il padre presa la decisione – allora non insolita benchè Carlo avesse solo sedici anni – di allontanarlo per qualche tempo, inviandolo all’estero al seguito di un amico come apprendista per incorniciare e vendere stampe.Giunto in Irlanda, il ragazzo incominciò con il suo pesante fardello di quadri e senza conoscere nulla dei costumi e della lingua del paese a girare a piedi per citta e campagne in mezzo a disagi e privazioni indicibili per la sua età, sorretto solo dall’ambizione di affermarsi e rientrare grazie al carattere buono ed onesto ed all’ambiente favorevole che lo circondava, strinse conoscenze ed amicizie che lo avrebbero accompagnato per tutta la vita, fra cui quella affettuosa con una ragazza, Julia Bourke, che gli rammentava nell’aspetto la cara Vanna; a lei pur non sposandola, sarebbe rimasto sempre legato da sentimenti profondi di confidenza e di simpatia.Ormai ventenne, aprì con i primi guadagni un piccolo negozio a Carrick, trasferendolo poi a Waterford quindi a Clonmel, nella Contea di Tipperary, dove avrebbe vissuto a lungo e, soprattutto, raggiunto il successo.
La gente cominciava a parlare dell’imprenditore e amabile giovane italiano che per comodità chiamava “Brian Cooney”. Carlo, rendendosi conto delle difficoltà di convivenza in una società  in cui la divisione religiosa fra la comunità cattolica, protestante e quacchera coincideva con quelle sociali e razziali, mantenne sempre, al di là di un chiaro appoggio al movimento cattolico dovuto alla sua fede, un atteggiamento moderato ed una visione pacifica dei problemi; ciò gli valse l’apprezzamento generale ed il costante rispetto verso i suoi beni.In quegli anni faceva altre due conoscenze importanti per il suo futuro: Patrick P. Hayes, ricco agente di borsa di  Dublino, di cui più tardi, avuta notizia del matrimonio di Vanna, avrebbe sposato la giovane figlia Elizabeth Daniel O’ Connell, “the Liberator”, destinato a divenire il più prestigioso esponente politico dei cattolici irlandesi nella lotta di emancipazione.Questi l’avrebbe sostenuto anni dopo nella sua carriera pubblica, culminata con due elezioni alla carica di Sindaco di Clonmel e Giudice di Pace ed in seguito con la nomina a Vice Governatore della Contea di Tipperary.
Nel frattempo Bianconi, pur soddisfatto del benessere raggiunto che gli aveva consentito l’acquisto di un calesse giallo e di una giumenta grigia per il trasporto delle cornici, cercava attorno a sé l’idea che gli avrebbe spalancato le porte del successo e della celebrità.
L’occasione decisiva gli venne dall’osservare che in Irlanda la rete di trasporti terrestri ed il servizio postale erano scadenti e poco affidabili, e le tariffe troppo elevate.Ciò rallentava nel paese il flusso delle persone, in particolare dei ceti più modesti, delle merci e delle informazioni, ostacolando lo sviluppo sociale ed economico anche in confronto con la vicina Inghilterra.
Maturata questa convinzione e ormai al termine le guerre napoleoniche, Bianconi decise di tentare la sorte con un buon cavallo ed una solida carrozza che poteva ospitare fino a sei passeggeri, dando principio al primo collegamento – era il 06 luglio 1815 – fra Clonmel e Cahir con il trasporto della cosiddetta posta periferica a metà della tariffa allora prevista dal governo.
Superato lo scetticismo iniziale della gente e con il progressivo affermarsi del servizio, Bianconi, rivelando una mentalità imprenditoriale innovativa per quei tempi, si mise ad applicare i criteri vincenti che avrebbero ispirato da quel momento la sua attività: cavalli e veicoli di qualità, personale selezionato e ben remunerato, affidabilità e puntualità nei collegamenti, prezzi ridotti, oculati controlli amministrativi attraverso libri mastri e bollettari per ogni operazione effettuata. Con queste premesse e sotto la sua diretta sorveglianza la rete coperta dalle diligenze giallo-cremisi andò negli anni successivi estendendosi per tutto il paese, come testimoniano le miglia percorse giornalmente: 1.1.70 (1825), 2.234 (1836), 3.800 (1843) e addirittura 4.244 nel 1857, nonostante lo sviluppo ormai raggiunto all’epoca dalla rete ferroviaria.
Le fortune dell’azienda, le cariche pubbliche ricoperte, l’aiuto prestato generosamente alla gente bisognosa in quei tempi di carestia l’avevano reso assai popolare: i suoi veicoli venivano chiamati “Bians”, lui stesso semplicemente “Bian”. Inoltre, ben due volte era stato convocato davanti all’Associazione Britannica per il Progresso delle Scienze per presentare la propria attività.
Nella sua ultima e a lungo sognata dimora di Longfield House, come era avvenuto nelle precedenti,convenivano giornalisti, politici,artisti, imprenditori, tutti affascinati dalla fama e dalla personalità di questo straniero.
In occasione di alcuni viaggi effettuati in Italia aveva incontrato parenti,la mai dimenticata Vanna ormai vedova, e tanti altri personaggi celebri fra cui Papa Pio IX.
All’età di  quasu novant’anni, nel 1875, Carlo Bianconi concludeva un’esistenza straordinaria dopo aver seguito fino all’ultimo le sue amate carrozze, circondato dal ricordo e dalla stima di tutti.
Forse, a fronte di una vita costellata di soddisfazioni irripetibili, Bianconi ebbe a soffrire due soli rimpianti: la perdita prematura di due dei tre figli,incluso l’erede maschio,e non aver potuto sposare Vanna, quasi sicuramente l’unico vero amore, benchè altre due donne, la devota Julia e la dolce ed enigmatica moglie Eliza, gli siano state affettuosamente vicine fino alla morte.

Tratto dal libro: “Caglio e dintorni” 2° edizione A. Amaduzzi - A. Longoni

 

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