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PERCORSO 2 (Erba - Alpe del Vicerè - Rifugio Riella - Asso -Erba)


Partenza: Erba         
Arrivo: Erba
Lunghezza: 35.6 km
Dislivello massimo: 1062 m
Grado di difficoltà: medio/duro
Descrizione:


Percorso abbastanza impegnativo con fondo asfaltato fino alla località Zoccolo dove inizia una strada sterrata gippabile con strappi a volte duri. Dalla Capanna Mara, alternanza di salite e discese. Dalla Bocchetta di Caglio, discesa fino ad Asso lungo un tracciato ricco di saliscendi con fondi di diverso tipo con tratti in sottobosco.
Salita:
Da Erba fino alla Capanna Mara.
Punti acqua:
Alpe del Vicerè, fra Rifugio Riella e Cippo Marelli, Santuario Madonna di Campoè, Asso località Ponte Oscuro.
Varianti:
Presso la Capanna Mara possibilità di collegamento con tracciato Brunate - S. Pietro - Capanna Patrizi. In località Colma di Sormano possibilità di collegamento con il tracciato del Monte S. Primo - Ghisallo.
Cosa vedere nella zona:
Il Buco del Piombo, una delle grotte più famose della Lombardia, prende probabilmente il nome dal colore plumbeo assunto, nel tempo, dal calcare di superficie. La formazione, dall’ingresso imponente, è legata a fenomeni di tipo carsico, determinati dall’azione corrosiva delle acque piovane sulle rocce calcaree che costituiscono l’ossatura del Triangolo Lariano. Questa incessante opera ha portato, nel corso di milioni di anni, alla formazione di un intrico di gallerie che si snodano sotto il pianoro dell’Alpe del Viceré. Uno dei motivi di maggiore notorietà del Buco del Piombo è il ritrovamento del cosiddetto Banco degli Orsi, un notevole accumulo di ossa di Ursus spelaeus. Ma anche l’uomo, nei secoli, ha lasciato le sue tracce in questa grotta. Manufatti litici, prevalentemente schegge in selce, risalenti al Paleolitico Medio e Superiore, testimoniano la frequentazione della grotta da parte di cacciatori nomadi. Durante il Medioevo la caverna venne fortificata con la costruzione di un ampio fabbricato che ne sbarrava l’ingresso: il Buco del Piombo, infatti, fu in più occasioni utilizzato come rifugio dagli abitanti di Erba durante le ripetute vicende belliche che travagliarono la zona in quell’epoca, oppure come ricovero provvisorio per sfuggire alle pestilenze. Nel 2007 la Regione Lombardia ha riconosciuto la grotta come “Sito di Interesse Archeologico e Ambientale” e ha dichiarato la Valle Bova “Riserva Naturale parziale geologica, idrogeologica e paesistica”.
I funghi di Rezzago, sono strutture geomorfologiche note con il termine scientifico di piramidi di erosione, originatesi dal progressivo dilavamento, da parte delle acque piovane, di depositi morenici. L’acqua, scorrendo sui versanti, con la sua azione erosiva ha asportato il materiale più minuto, ma si è vista costretta a deviare il suo corso in corrispondenza dei blocchi rocciosi di maggiore dimensione, che sono rimasti a protezione del materiale sottostante, generando così i funghi. Con il passare del tempo tali strutture si allungano e si assottigliano sempre più, finché, crollato il cappello di protezione, resta la colonna soggetta ad erosione.

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