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Passeggiate

Itinerari nel Triangolo Lariano

Per chi proviene da Como, dalla Brianza o dal territorio lecchese, l’area pedemontana si presenta come un susseguirsi di centri abitati che si sviluppano dalla pianura aggrappandosi alle falde delle alture circostanti, in posizione difensiva come vedette poste a proteggere il territorio che si estende alle loro spalle. Nel passato questi centri ebbero una notevole importanza strategica, ancora palese, ad esempio, nel caso di Castelmarte. Immediatamente fuori Como incontriamo Brunate: nota come "il balcone delle Prealpi", Brunate ha origini lontanissime, probabilmente celtiche. La sua storia è ancora oggi influenzata dalla vicinanza di Como, che l’attrasse ben presto nella propria orbita come località di grande importanza strategica. Nel Medioevo Brunate si costituì a Libero Comune (seconda metà del XII secolo) ma la sua indipendenza fu di breve durata, risultando nel 1240 di nuovo annessa a Como. Nel XIX secolo divenne un’apprezzata località di villeggiatura, come attestano le numerose ville che punteggiano il territorio comunale; un ulteriore incentivo allo sviluppo turistico fu dato dalla costruzione della funicolare, inaugurata alla fine dell’Ottocento. L’opera, per quei tempi assai ardita, fu realizzata su progetto dei fratelli Villoresi, ingegneri: la funicolare è lunga 1075 metri e copre un dislivello di 495 metri con una pendenza media che varia dal 46 al 55,10 %. Giunti a Brunate si può godere di uno splendido panorama che abbraccia un ampio territorio, dalle alpi svizzere alla pianura lombarda e piemontese. Numerosi sono inoltre i monumenti d’interesse storico ed artistico (il Faro Voltiano, il quattrocentesco Oratorio di Villa Alfieri, già monastero benedettino, la parrocchiale, le ville) e molte e varie le possibili mete d’escursione. Fra gli itinerari ricordiamo la cosiddetta "dorsale del Triangolo Lariano", percorso in quota che attraversa l’intero Triangolo.
Fra le manifestazioni organizzate a Brunate ricordiamo la "Festa del Narciso", che ricorre nel mese di maggio; due le feste patronali: quella di San Maurizio si celebra nella seconda domenica di settembre mentre la festa di Sant’Andrea ricorre in inverno, il 30 novembre.
A poca distanza da Como e Brunate sorge Tavernerio, costituito dall’unione di numerosi abitati molto antichi, come dimostrano i toponimi delle località, di derivazione gallica. L’abitato di Tavernerio sembra però essersi sviluppato in epoca romana ed il suo nome allude alla presenza di una "mansio" o "taberna", un luogo di sosta per truppe e viandanti. Dai reperti rinvenuti è attestato un "Collegium centonarium" (ovvero una associazione di produttori di tessuto di lana) ed è confermata la presenza di famiglie notabili comasche e milanesi che probabilmente avevano qui le loro residenze di villeggiatura.Alla fine del XII secolo vi venne edificato un Castello, poi distrutto dalle milizie milanesi; la parrocchiale, dedicata a San Martino, pare sia sorta nel Duecento sulle rovine del Castello. Molto interessante anche il Santuario di San Fereolo, edificato sopra un nucleo trecentesco: il Santuario si trova nella valle formata dal torrente Tisone ed ogni anno si anima in occasione della festa del Santo (maggio/giugno). Fra le curiosità ricordiamo la "tavola a mulino" con inciso una sorta di gioco della dama, che si trova sul muro del piazzale della parrocchiale ed i caratteristici murales che i ragazzi delle scuole medie espongono ogni anno in località Rovascio.
Continuando sulla strada in direzione di Erba s’incontra Albese con Cassano: è un Comune unico formato nel 1926 dall’unione delle due località, un tempo divise all’altezza della chiesetta romanica di San Pietro, visibile percorrendo la vecchia provinciale per Como. I due toponimi sono di derivazione latina ma i reperti rinvenuti confermano la presenza dell’uomo nel territorio a partire dall’età del ferro. Ridente località collinare, Albese fu un paese agricolo con una forte presenza artigianale: numerosi erano qui i grottisti-mosaicisti e gli abili giardinieri, la cui attività si sviluppò certo grazie alla presenza di numerose ville, erette nel territorio tra il XVII ed il XVIII secolo: il Palazzo Parravicini (risalente al XVI secolo), le settecentesche Ville Bassi ed ex-Pontiggia (detta "curt di Munfarèt"), Villa Odescalchi, Villa Guaita, Villa Greppi e la villa chiamata "la Galetera", fatta costruire dalla nobile famiglia Meroni. Belle anche la settecentesca Parrocchiale e la piccola Chiesa barocca dedicata a Sant’Elisabetta. Fra le Manifestazioni ricordiamo il Festival della Canzone, la Festa in Valle (mesi di giugno/luglio) ed il Palio dei Rioni, a scadenza biennale.
Albavilla fu costituita a Comune nel 1928 unendo i paesi di Carcano e Villalbese, l’uno ricordato per le sue origini romane e l’altro per essere stato sede di un Castello e luogo originario di una potente, omonima famiglia feudale. Nei dintorni di Carcano si svolsero alcuni scontri fra i Comuni e le truppe del Barbarossa ed i vincitori distrussero il Castello. L’attuale sede parrocchiale di San Dionigi in Carcano fu costruita sulle rovine di quell’antica costruzione; l’altra Parrocchia, San Vittore in Villalbese, risale al XVI secolo. Il territorio comunale si estende dal Lago di Alserio al Monte Bollettone: numerose le mete d’escursione, fra le quali ricordiamo l’Alpe del Viceré (in onore del Viceré del Regno d’Italia napoleonico, Eugenio di Beauharnais). Fra gli edifici di pregio artistico si segnalano la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Corogna, la Chiesetta di Loreto a Molena e l’Oratorio di Saruggia. Fra le Manifestazioni la Festa della Giubiana ricorre l’ultimo sabato di gennaio; in febbraio si festeggia il Carnevale Ambrosiano mentre a maggio si celebrano la Festa di San Vittore e la Festa del Monte Bolettone; in estate, oltre agli appuntamenti estivi si festeggiano, in agosto, San Rocco e la Madonna di Loreto. La seconda domenica di settembre ricorre la Festa della Madonna della Rosa mentre in ottobre la Festa dell’Uva e la Festa di Saruggia.
Cuore industriale e commerciale dell’area pedemontana Erba ha ottenuto nel 1970 il titolo di Città. Abitato fin dall’epoca preistorica il territorio comunale comprendeva, in epoca romana, i villaggi di Herba e di Liciniforum, oggi Incino. Nel Medioevo vi sorgevano due Castelli: uno, ad Erba Alta, è ancora chiaramente localizzabile grazie alla presenza di alcuni ruderi, l’altro si trovava nell’attuale Villincino, dove ora si notano una Torre e l’antica Pusterla. Le vicende storiche della città sono piuttosto complesse, ricche di avvenimenti e ripetuti attacchi e tentativi di distruzione da parte delle truppe guidate dai Visconti e dai Torriani. Borgo molto ricco, possedeva chiese e conventi ed era fervido di attività, che però subirono gravi contraccolpi a causa dei gravami imposti dai dominatori spagnoli. Sotto la Casa d’Austria Erba conobbe un nuovo periodo di sviluppo ed il suo territorio si popolò di splendide ville. Nuovi vantaggi vennero alla città con l’apertura del collegamento ferroviario con Milano (1879). L’attuale Comune si è costituito con la progressiva aggregazione dei Comuni di Erba, Incino, Buccinigo, Cassina Mariaga, Crevenna, Arcellasco e Parravicino: questo processo avvenne tra il 1906 ed il 1928.


Simbolo della città è la Torre d’Incino, eretta tra X ed XI secolo presso l’antico foro romano; il

 


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